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Prevenzioni Incendi – “principi” D.P.R. 151/2011

La prevenzione incendi è una materia atta ad evitare l’insorgere di un incendio o a limitare le conseguenze.

La procedura, per evitare le problematiche sopra descritte, consiste nell’ottenimento di un’autorizzazione che precedentemente termina con il rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI), invece dopo l’entrata in vigore del D.P.R. 151/2011 il procedimento SCIA sostituisce a tutti gli effetti (per le categorie A e B) il rilascio del certificato di prevenzione incendi (art 16). L’organo preposto al controllo è il Ministero dell’Interno, oltre all’emanazione delle norme, il quale si avvalendosi del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco.

Le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi vengono distinte in  tre categorie per le quali è prevista una disciplina differenziata in relazione al rischio.

Categoria Attività Parere Tempo Controlli Tempo
Categoria A basso rischio Nessun parere a campione 60 gg
Categoria B medio rischio Valutazione progetto 60 gg a campione 60 gg
Categoria C elevato rischio Valutazione progetto 60 gg si 60 gg

Per le attività di Categoria B e C è possibile richiedere un N.O.F. cioè un esame preliminare di massima dei progetti di particolare complessità. Tale possibilità non viene però estesa alle attività di Categoria A. Il N.O.F. non sostituisce l’obbligo di cui all’art. 3 del DPR 151/2011( valutazione dei progetti). Il N.O.F. può riguardare anche solo alcuni aspetti dell’opera , comunque rilevanti per la sicurezza antincendio, quali, ad es.: -ubicazione -comunicazioni e separazioni -resistenza al fuoco, etc.

E’ possibile richiedere verifiche in corso d’opera per un sopralluogo parziale di una attività.(per tutte le attività del DPR 151/2011  Cat.A/B/C). La Verifica in corso d’opera non sostituisce l’obbligo di cui all’art. 4 del DPR 151/2011( controlli di prevenzione incendi)

Nel caso in cui si presenti in cui un’attività non sia normata da nessuna regola tecnica RTO, si deve fare ricorso all’approccio ingegneristico per valutare il livello di rischio e progettare le conseguenti misure compensative, la documentazione tecnica, deve essere integrata con quanto stabilito dal decreto del Ministro dell’interno 9 maggio 2007. la documentazione tecnica deve essere a firma di professionista antincendio ( art.2 del D.M. 5 agosto 2011) deve essere integrata da una valutazione sul rischio aggiuntivo conseguente alla mancata osservanza delle normative di prevenzione incendi cui si intende derogare e dall’indicazione delle misure che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo, determinate utilizzando le metodologie dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, nonché dal documento contenente il programma per  l’attuazione del SGSA.

Le autorizzazioni in materia di prevenzione incendi hanno durata 5 anni, mentre per le attività 6,7,8,64,71,72,77 ha una durata di 10 anni. Passato il quale si deve procedere al rinnovo dello stesso, sempre che nel corso degli anni non ci siano interventi/varianti che ne alterino la sicurezza in termini antincendio.

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